Arzignano: Rewaster, per una nuova gestione di scarti e reflui

Arzignano: Rewaster, per una nuova gestione di scarti e reflui

L’orizzonte temporale è dicembre 2026. Il perimetro di azione il distretto della concia di Arzignano. Obiettivi: particolarmente sfidanti e attuali. In altre parole, affrontare in modo innovativo la “gestione sostenibile e circolare di scarti e reflui di lavorazione. Si chiama Rewaster ed è “il progetto di ricerca e sviluppo” – presentato oggi ad Arzignano – che vede come capofila il Distretto Veneto della Pelle.

Rewaster

Rewaster è cofinanziato della Regione Veneto, attraverso i fondi PR Veneto FESR 2021–2027. Il valore del suo impegno è 765.000 euro che vanno a innestarsi su “una spesa complessiva di progetto” pari a poco più di 1,4 milioni di euro. Il progetto si è aggiudicato il secondo posto nel bando regionale “per il finanziamento di progetti di ricerca e sviluppo, nella categoria Smart Manufacturing”.  Il progetto prevede la direzione scientifica della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle Materie Concianti (SSIP) e con la partnership tecnica di Acque del Chiampo. Le concerie coinvolte sono sette: Ma.Bo.Pell, Leonica, Laba, 3C, Corradi, Euroconciaria e Olivieri.

 

 

Quattro obiettivi

Rewaster si pone quattro obiettivi. Primo: “La riduzione del contenuto di cromo solubile, delle sostanze organiche difficilmente biodegradabili e dei sali solfato del refluo di lavorazione e sullo scarico finale post depurazione”. Secondo: “La ricerca di tecnologie avanzate di depurazione”. Terzo: “Il riciclo delle acque di abbattimento della rifinizione”. Quarto: “Il riutilizzo degli scarti solidi di produzione come i rifili di pelle finita”.

Le attività, parte prima

Quattro anche le attività sul tavolo per raggiungere gli obiettivi di Rewaster. Uno: “Studio e mappatura delle sostanze critiche derivanti dal processo conciario. Interventi risolutivi o migliorativi con tecnologie avanzate per il miglioramento della qualità del refluo a piè di fabbrica. Ricercare e sperimentare processi conciari alternativi per limitare le sostanze che favoriscono la solubilità del cromo e riducano la concentrazione dei solfati e le sostanze di difficile biodegradabilità”. Due: “Ricerca di nuovi trattamenti sul refluo specifico. Specialmente su quelli della riconcia, tintura, ingrasso (RTI), per la riduzione del contenuto di sostanze recalcitranti o di difficile biodegradazione, del cromo solubile e delle sostanze coloranti il refluo finale, con tecnologie di trattamento biologico a membrana (MBR) seguito da un trattamento terziario di ossidazione avanzata (AOP) come il plasma freddo, o trattamenti biologici avanzati come ad esempio batteri termofili o microorganismi solforiduttori”.

Le attività, parte seconda

Tre: “Nuovo trattamento differenziato delle acque provenienti dall’abbattimento delle cabine a spruzzo di rifinizione con riciclo e riutilizzo dell’acqua per gli stessi servizi di processo di rifinizione”. Quattro: “Valorizzazioni degli scarti conciari solidi come sottoprodotti attraverso trasformazioni in TNT (Tessuto Non Tessuto) da impiegare nell’industria manifatturiera come, ad esempio, imbottiture coibentanti o preferibilmente rivestimenti esterni nel settore della moda o dell’arredo.

Una nuova gestione di scarti e reflui

“L’opportunità data dal bando di ricerca e sviluppo – sottolinea Matteo Macilotti (direttore Distretto Veneto della Pelle) – è davvero un’occasione importante per lavorare insieme a tutta la filiera per l’individuazione di nuove tecnologie che possano rendere il nostro settore sempre più sostenibile. L’aver messo assieme SSIP, Acque del Chiampo, le aziende conciarie, il mondo delle aziende chimiche, l’università di Venezia e il CNR, per ragionare e sviluppare assieme nuove conoscenze e tecnologie, è un segnale davvero importante che questo territorio lancia sul suo desiderio di essere sempre più performante. Ringrazio la Regione Veneto per questa opportunità, sapremo sfruttarla nel modo migliore. Per noi è solo l’inizio dell’attività di una nuova piattaforma di ricerca e sviluppo distrettuale, che spero possa ampliarsi a tanti altri progetti di ricerca”.

Circolarità virtuosa

Secondo Edoardo Imperiale (direttore SSIP), “il progetto prevede una serie di azioni che valorizzano il lavoro da anni svolgiamo su tutto il territorio nazionale in un’ottica di ricerca e sviluppo votate al rispetto dell’ambiente e all’economia sostenibile. Il nostro è un coinvolgimento in rete”. Una sinergia che punta ad attivare “un processo di circolarità virtuosa della filiera pelle. Un processo ad oggi imprescindibile per l’intero settore”.

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