Francesco Murano, giovane designer italiano, è stato selezionato tra gli otto finalisti della dodicesima edizione del LVMH Prize. Il riconoscimento, promosso dal colosso del lusso, celebra ogni anno i designer emergenti che si distinguono per creatività, innovazione e maestria artigianale. Murano aveva vinto il premio Camera Moda Fashion Trust nel 2024. Ma il suo curriculum annovera già esperienze di livello. Il designer ha infatti vestito star del calibro di Beyoncé e Katy Perry, che durante la scorsa edizione di American Idol ha indossato un bustier e un paio di guanti in pelle della collezione creata dal designer in stretta collaborazione con Lineapelle e Camera Moda Fashion Trust.
Francesco Murano tra i finalisti
Murano, nato nel 1997, ha conquistato l’attenzione internazionale grazie al suo stile unico che fonde elementi classici con un’estetica contemporanea. “Lavoro tra opposti e proporzioni – ci aveva raccontato sul numero di giugno 2024 – cercando un equilibrio tra la pelle e gli altri materiali”. Dopo essersi laureato in Fashion Design presso lo IED di Milano nel 2019, ha vinto il premio Who is On Next? di Vogue Italia nel 2020. Le sue collezioni indagano i canoni di bellezza tradizionale e di movimento, che Murano rilegge grazie a due tecniche di lavorazione: il moulage (drappeggio direttamente sul manichino) e un tailoring più strutturato.
La finale a settembre
La sua partecipazione al LVMH Prize rappresenta ora un ulteriore passo avanti nella sua carriera. Durante la finale, che si terrà il 3 settembre presso la Fondation Louis Vuitton, Murano presenterà le sue collezioni davanti a una giuria composta da alcune delle figure del settore. Il vincitore riceverà un premio di 400.000 euro e un programma di mentorship personalizzato.
L’estetica
Con la sua sartorialità scultorea e la sua capacità di reinterpretare le dicotomie del passato, Francesco Murano incarna lo spirito di una nuova generazione di designer che provano a reinterpretare i concetti di corpo e bellezza. In “Aequus Libra”, l’ultima collezione presentata a Milano, il designer è partito dalla figura del chiasmo per studiare il movimento che gli abiti generano quando vengono indossati. Una materia che cambia forma, in bilico tra il bianco e il nero, e abiti senza tempo frutto di tagli netti. Un gioco di contrasti, quindi, ottenuto grazie ai capi in pelle e alla collaborazione con UNIC – Concerie Italiane e Lineapelle che hanno supportato il designer fornendogli la pelle e sostenuto nella confezione di alcuni capi. (dc)
Foto Francesco Murano
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