Il business della pelletteria in calo. Ma il gruppo Pattern lo compensa con maglieria e abbigliamento. Il 2024 della società attiva nella progettazione, ingegneria e produzione di capi sfilata per il lusso, è stato “resiliente”. Mentre il 2025 sarà un anno “complesso” secondo Luca Sburlati, CEO del Gruppo, Franco Martorella e Fulvio Botto, co-fondatori e azionisti di maggioranza. Gli investimenti non si toccano.
Malgrado la pelletteria in calo
Il gruppo Pattern ha chiuso il 2024 con risultati leggermente superiori alle aspettative. “Il calo strutturale della pelletteria è stato compensato dalla crescita del reparto della maglieria e dalla solida tenuta del ready to wear” si legge nella nota diffusa dall’azienda. Il mercato del “Made in Italy” tessile, abbigliamento e pelletteria ha registrato una contrazione del 15%. Ma nonostante questo i ricavi del 2024 sono stati di 125,8 milioni di euro, in linea rispetto ai 126,4 milioni del 2023. È scesa la redditività: l’Ebitda è stato di 13 milioni di euro rispetto ai 18,8 milioni del 2023 (-30% circa).
Le sfide
La società ha sfidato “la forte contrazione del mercato del lusso internazionale” con l’efficienza organizzativa. Che ha il suo plus, sempre secondo Pattern, “nella specifica localizzazione geografica dei poli industriali, nella specializzazione sullo sviluppo prodotto e nei processi corporate trasversali ben integrati”. Per Pattern l’innovazione resta al centro del business, con investimenti in ricerca e sviluppo e tecnologie. Per cui, nonostante il gruppo abbia di fronte a sé un 2025 complesso, gli investimenti resteranno quelli previsti. Compresa l’inaugurazione prevista a settembre del nuovo quartier generale a Torino che sorgerà su un’area di circa 22.000 metri quadrati (in foto il rendere). (mv)
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