Prada ribalta tutto: in passerella abiti per liberarsi dai canoni

Prada ribalta tutto: in passerella abiti per liberare dai canoni

Qualcuno lo chiama ugly chic, qualcun altro pensa che sia glamour senza fronzoli. Una cosa è certa: Prada ha sempre qualcosa di nuovo da dire. Come ha fatto con l’ultima collezione donna autunno-inverno andata in scena ieri, 27 febbraio, a Milano. Un lavoro, quello di Miuccia Prada in coppia con Raf Simons, che vuole indagare il concetto di canone. “Ci sentivamo attratti dal glamour e dal suo legame con la femminilità. Ci siamo chiesti: che cosa si intende con femminile? Cos’è la bellezza femminile? Cos’è la femminilità oggi?” hanno specificato i due stilisti. In passerella, quindi, una collezione che più che sul concetto di canone (di bellezza) in sé, si interroga sulla percezione che si ha di quel canone. Un azzardo, forse, perché il nuovo capitolo pradiano segna la nascita di una nuova estetica, sicuramente più radicale. Ma che avrà bisogno di tempo.

La collezione

L’obiettivo – almeno stando alle intenzioni – è liberare il corpo delle donne. La maniera di Miuccia (insieme a Raf Simons) per farlo è imbruttire, o almeno semplificare. E così la narrazione prende forma attraverso tagli rigorosi e proporzioni distorte, orli volutamente non rifiniti e materiali inconsueti. Il duo creativo va oltre, e il vero punto di svolta sono le silhouette non silhouette. Prada e Simons ne inventano una che non ha codici definiti, né regole da seguire. Al centro c’è comunque l’abito – trasformato. Il classico tubino nero, per esempio, prende una forma diversa, smorzato da spiegazzature e cuciture a vista. Le gonne a sacchetto, le minigonne in pelle insieme alle giacche, invece, non squadrano il corpo ma lo lasciano libero. Ci sono comunque tutti i codici di Prada, dalle pellicce – che diventano più corte – ai dettagli in forme geometriche che arricchiscono gli outfit.

 

 

Un nuovo capitolo?

A un primo sguardo questo nuovo capitolo di Prada potrebbe sembrare distante dai precedenti. Ma quando l’estetica del marchio arriva ad un punto di rottura, ecco che Miuccia azzera. Per ricominciare? Forse. Perché è una nuova visione che avrà bisogno di tempo per attecchire. Totalmente diversa dal passato. Una cosa è certa: la voglia di liberare il corpo c’è. Ed è quasi in maniera filosofica che tutto prende forma. Ma come hanno sottolineato anche i due stilisti, è rischioso. Non c’è una singola narrazione o un tema specifico. E questo, forse, è già un punto di partenza.

Immagini Prada

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