Nello slang calcistico è una stagione di risultati sotto le aspettative e di scelte discutibili: una “stagione da ridere”. La moda, orfana dei consumatori cinesi, sembra esserci finita dentro
LA COPERTINA
Kering, Gucci, Balenciaga. Mentre la crisi stringe alla gola la filiera e mette a nudo la fragilità di Gucci (‐24% nell’ultimo trimestre 2024) il colosso francese rimescola di nuovo le carte tagliando la direzione creativa di Sabato De Sarno e, fino a prova contraria, confermando quella ormai decennale di Demna Gvasalia da Balenciaga. Perché?
Non serve essere superesposti, ipercinetici per avere successo. Non serve cambiare stilista e manager a ogni soffiar contrario di vento. Il lusso è anche molto altro: esclusività, riservatezza e desiderabilità assoluta
Nel 2017 c’era chi indicava il Gruppo Prada come «uno dei perdenti del fashion system». In meno di dieci anni Miuccia Prada e Patrizio Bertelli (nella foto) l’hanno completamente ribaltato
Lo spaesamento delle griffe si riflette sulla filiera: i progetti partono in ordine sparso, le direttive sono insicure, i tempi sempre più compressi
L’escalation dei listini è talmente evidente da essere oggetto di studi e di biasimo degli imprenditori. Ma le griffe non si sono ammattite: alzare i cartellini sembrava il modo migliore per fare utili e riguadagnare prestigio. Per un po’ ha funzionato: ma solo per un po’
Come si stabilisce un prezzo di vendita? Tra mancate vendite o, viceversa, profitti lasciati per strada, per le PMI della filiera della pelle riuscirci è un esercizio di equilibrismo che può decidere le sorti di una stagione. Ecco perché
Alzare i prezzi è stato a lungo un modo semplice per far crescere i ricavi quando non crescevano i volumi di vendita. La ricetta non funziona più: intervista al prof Romano Cappellari
Re‐duce, re‐use, re‐cycle, re‐shape, re‐commerce: tutti a caccia di rifiuti. È la nuova ossessione sostenibile della moda e ‐ in generale ‐ di qualsiasi settore produttivo
Emissioni di Co2 risparmiate; LCA da definire con precisione; stima dell’impatto sulla deforestazione (e di quello del regolamento anti‐Deforestazione sulle dinamiche commerciali)
EDITORIALE BUON 2026 A TUTTI Sono anni ‐ dal Covid in poi con, parzialmente, un break immediatamente post pandemico ‐ che viviamo fuori da qualsiasi zona di comfort. Rimbalziamo ‐ a livello personale, imprenditoriale, settoriale, commerciale ‐ da un’emergenza all’altra. Emergenze economico‐finanziarie complesse e interconnesse, come inevitabile sia in un mondo come quello attuale. L’orizzonte...
GUARDARSI INTORNO Le PMI e i brand si guardano intorno alla ricerca di nuove opportunità. Ma all’orizzonte si profilano, in scenari vari e incrociati, guerre commerciali che le opportunità le chiudono. Mentre i mercati emergenti sono tutti da conquistare di Roberto Procaccini Pronti via, Donald Trump ha promesso che se Cina, Canada e Messico...
Il mercato si interroga sugli orizzonti commerciali e della supply chain davanti allo spettro dei dazi di Trump
Investire nell’apertura di una nuova strada commerciale in Medio Oriente ‐ in particolare ‐ nella Penisola Araba, può diventare terreno fertile anche per piccoli marchi italiani high luxury
EDITORIALE UN PRESEPE DA BATTAGLIA A noi il Made in Italy sembra essere diventato un presepe. Parliamo di un certo tipo di Made in Italy. Quello che troppo spesso ‐ poeticamente e retoricamente ‐ viene definito come l’espressione del più alto “saper fare” italiano. Il “bello e benfatto”. Il ciabattino. La sartina. La prosopopea dell’“Homo...
Le indagini della Procura di Milano sul caporalato nella filiera dei grandi brand lasciavano presagire una Tangentopoli della Moda
La filiera italiana della moda e del lusso è sotto pressione come – forse – mai in passato e non solo per questioni congiunturali. Le inchieste milanesi sul caporalato hanno acceso i riflettori sulle modalità di gestione di tutti i livelli della fornitura italiana
SERVE UN SALTO CULTURALE Il 24 ottobre 2024 il Tribunale di Milano ha revocato l’Amministrazione Giudiziaria a cui era stata sottoposta, dal 17 gennaio, la pelletteria Alviero Martini Spa. Per capire come si è arrivati a questa decisione abbiamo intervistato i due amministratori giudiziari nominati dal Tribunale: l’avvocatessa Ilaria Ramoni e il commercialista Marco Mistò...
L’errore più grande che il Made in Italy della filiera pelle può fare oggi è quello di aspettare che passi la tempesta. La sfida più grande, invece, è quella di accettare di essere entrati in una nuova dimensione della gestione manifatturiera
Nel racconto di viaggio di chiunque sia stato in Marocco c’è la visita alle concerie. È un’esperienza pittoresca e interessante, non lo mettiamo in dubbio, ma non capiamo come possa essere considerata un valore dagli artigiani locali